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Scie chimiche e video rimossi - parte 1

ScienzaMarcia 02 Marzo 2010
Nel mio articolo sulle contraddizioni dei negazionisti delle scie chimiche erano presenti alcuni video molto importanti che mostravano palesemente comportamenti a-tipici per le cosiddette "scie di condensa".

Guarda caso tre di questi, molto pubblicizzati e visualizzati, sono stati rimossi. Immagino già che tipo di pressioni siano state fatte sugli autori di quei video affinchè togliessero da internet quelle prove decisive.


Due di quei video erano una volta visibili sul canale video francese di Alfred (dailymotion.com/Alf-Red), un canale dedicato alle tematiche del NWO adesso cancellato; di tale canale però si trovano ancora tracce nei canali di altri utenti francesi che ne tessevano le lodi (vedi ad esempio questo link).




E per evitare che simili video si "perdano" ancora ecco la possibilità di scaricarli (in formato .avi) dai link seguenti:

scie chimiche diffondono un velo biancastro nel cielo

scie continuamente interrotte ... chimiche!


Se poi volete inserire uno di questi video nel vostro canale video, vi conviene scaricare i video nel formato .flv dai link seguenti e poi condividerli sul web:

scie chimiche diffondono un velo biancastro nel cielo

scie continuamente interrotte ... chimiche!




Riporto qui per completezza quanto già scritto a proposito dei due video.

1) Questo ottimo documento video dalla Francia mostra - a velocità 500 volte maggiore - una tipica giornata d'irrorazione. Da notare come le scie chimiche persistano innaturalmente, si espandano e generino coperture artificiali che schermano la luce solare.

Condensa? Impossibile che sia condensa secondo quanto affermato dal signor Randi sul sito meteoromagna.com nel tentativo di negare l'esistenza delle scie chimiche:

“(...) lieve schermatura della luce solare (...) l’esiguità delle contrails [scie di condensa - N.d.R.] rispetto all’enorme spazio del cielo. (...) non rappresentano in alcun modo un danno ambientale così catastrofico (...).”

Ergo quelle scie che oscurano un enorme spazio di cielo sopra Bordeaux non possono essere scie di condensa. Per altro com'è possibile attribuire un simile comportamento a dei normali voli di linea se il traffico aereo (come abbiamo già visto nella prima parte) è diminuito in tutta Europa? E diciamo pure che delle scie (chimiche!) che tolgono, riducono, filtrano su gran parte del globo quella radiazione solare che è fonte di vita e nutrimento per tutta la biosfera terrestre rappresentano davvero un danno ambientale catastrofico.

2) In questo video si vede un aereo lasciare delle scie che si interrompono continuamente, che cambiano di intensità ad un ritmo frenetico; possiamo mai pensare che questo comportamento sia dovuto al fatto che i valori di umidità e temperatura varino così rapidamente nello spazio?
Nel video si notano per una decina di secondi tali cambiamenti (interruzioni della scia e cambio d'intensità) in ragione di più di uno al secondo, il che vuol dire che se l'aereo volasse ad alta velocità (600 km/h, ovvero 167 m/s) dovremmo avere ad alta quota valori di umidità e temperatura che non sono costanti nemmeno in un raggio di 100 metri.

Le discontinuità e disomogeneità nei valori di temperatura e umidità relativa dell'aria possono esistere, anche fra zone relativamente vicine, se ci riferiamo a quote relativamente basse. A bassa quota l'influenza dei diversi tipi di suolo (più o meno riflettente la luce solare), della presenza di monti, valli, corsi d'acqua, aree urbane (decisamente più calde a causa dell'asfalto, del traffico dei veicoli e del riscaldamento delle case) aree industriali (associate alla presenza dei fumi caldi della fabbriche), si ripercuote sugli strati più bassi dell'atmosfera e causa sicuramente disomogeneità nei valori di temperatura e umidità relativa dell'aria. Ma più si va in alto meno tali disomogeneità sono rilevanti. In maniera simile, ma simmetrica, disomogeneità di temperatura e di altre caratteristiche fisiche dell'acqua dei mari sono rilevanti a profondità relativamente basse, ma lo sono sempre di meno man mano che si scende verso il fondo.


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